Il Progetto SCREAM della Provincia di Pisa di Anna Romei Assessore alla Formazione e Lavoro della Provincia di Pisa Da oltre quattro anni la Provincia di Pisa si è posta il problema dello studio del fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile, cercando soluzione all´indifferenza del problema che costituisce una piaga per l´Umanità e non solo nei paesi in via di sviluppo, come si vuol far credere. Il lavoro impostato da questo Ente ha preso avvio dalla conoscenza del cambiamento in atto nell´economia e al contempo dal senso che esprime il disagio e le conseguenze prodotte da un´economia incentrata sul denaro e non sull´essere umano. Il risultato dello studio fatto ci fa conoscere che il lavoro minorile si sta sviluppando nel mondo per vari motivi tra cui: * nuovo modo di produrre * concorrenza a livello globale * tagli alla spesa pubblica dei paesi industrializzati per investire sul capitale e non sull´essere umano * motivi politici * guerre di religione * destinazione di spese del Terzo mondo agli armamenti * repentina liberalizzazione dei mercati dell´Est * diffusione dell´AIDS Il primo problema che si trovano a dover risolvere innanzitutto gli organismi internazionali che si occupano dell´infanzia e dello sviluppo riguarda la definizione stessa di lavoro minorile, come categoria interpretativa di un disagio presente in gran parte del mondo, ma riconosciuto come problema ad alta valenza sociale solo in alcune realtà. Una riprova della complessità del problema si ritrova nella sensibilità manifestata dalla Comunità Europea che sta lavorando alla definizione di alcune grandi categorie, propedeutiche a qualsiasi forma di regolamentazione del settore, innanzitutto alla differenziazione dei lavori minorili da condannare senza alcuna eccezione e quelli che invece prevedono il consenso del bambino. Per comprendere il problema basta leggere i dati globali. * Nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di bambini/e tra i 5 e i 14 anni * 9 su 10 vivono nei paesi in via di sviluppo * 217,7 milioni lavorano (erano 245,5 milioni quattro anni fa) * 111 lavorano a tempo pieno * 116 milioni lavorano part time * 1 su 4 lavora almeno 9 ore al giorno per 6 giorni la settimana * L´India è il paese con il più alto tasso di lavoro minorile perché l´abilità dei bambini è adatta a vari tipi di lavorazione * In Bangladesh i bambini che producono i palloni da calcio lavorano anche per 20 ore consecutive accovacciati sulle punte dei piedi per cui a 10 anni presentano già deformazioni permanenti * In Colombia i minori che lavorano respirano le polveri di carbone, con un tasso di mortalità del 45% dopo tre anni di lavoro * In Brasile i bambini tra gli 8 e gli 11 anni che lavorano ceramica respirano silicio che distrugge i polmoni * Complessivamente 160 milioni di bambini lavorano nelle peggiori condizioni di sfruttamento. Le grandi Multinazionali, per vincere la concorrenza sui mercati globali, realizzano i loro prodotti servendosi della manodopera in qualsiasi parte essa si trovi privilegiando i paesi poveri dove possono assumere, con pochi soldi, soprattutto i bambini in quanto non trovano alcun ostacolo nella legislazione locale. Il lavoro minorile è presente anche nella nostra realtà: alcuni dati. In Italia i ragazzi al di sotto dei 14 anni che lavorano sono 200.000, di questi 100.000 nel Mezzogiorno, 30.000 in Campania, 15.000 nella provincia di Napoli. Nella realtà territoriale pisana lo studio fatto stima che il "fenomeno" interessi 600-700 minori, senza tener da conto dei lavori domiciliari. Quali provvedimenti adottare? 1. Mobilitare tutti coloro che hanno coscienza del problema e sentono il dovere di combattere per un mondo migliore. 2. Rendere l´istruzione elementare obbligatoria e gratuita in tutti i paesi come scritto nell´art. 28 della Convenzione Internazionale dell´Infanzia, alla quale però non aderiscono tutti i paesi. 3. Creare marchi di garanzia per i prodotti che non utilizzano il lavoro minorile. 4. Dare applicazione alla "Dichiarazione di Lucca" (25-26 settembre 2003) firmata da 29 Ministri per la difesa dell´Infanzia. Il progetto Scream - Stop al Lavoro Minorile (Supporting Children´s Rights through Education, the Arts and the Media - Stop Child Labour) è proposto dal Programma Internazionale per l´Eliminazione del Lavoro Minorile (IPEC) dell´ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e condiviso dall´Unicef, che pur avendo propri specifici campi d´intervento hanno ritenuto opportuno collaborare tra di loro per iniziare un lavoro di rete fra Agenzie Internazionali con finalità comuni. Ritengo che questo sia un grosso passo avanti per il superamento di interventi che spesso risentono di uno scarso coinvolgimento progettuale. E con questa ottica i Comuni della provincia di Pisa hanno dato la loro disponibilità a questa iniziativa, interessati a raccogliere dati, mettere in rete l´esperienza sul territorio, legiferare di conseguenza, interagire con i Comuni degli altri paesi europei coinvolti nel progetto. L´obiettivo di questo lavoro è combattere e prevenire il lavoro minorile, le forme di violenza contro i bambini, i giovani e le donne. Per far ciò abbiamo promosso azioni sul territorio della Regione Toscana e più specificatamente nella provincia di Pisa. Tali azioni sono volte a espandere conoscenze rispetto ai temi in questione, scambiare informazioni, divulgare pratiche formative e metodologiche, sensibilizzare gli operatori del settore e le autorità competenti al fine di adottare politiche adeguate. Con questa prospettiva si è privilegiato le scuole e il Terzo settore (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale ed altri soggetti del non profit) in quanto la scuola è un´istituzione fondamentale e, come tale, deve fornire ai ragazzi gli strumenti critici per inserirsi nella società ed essere protagonisti dei suoi cambiamenti. Il Terzo settore è l´espressione vitale e critica di persone che vogliono testimoniare e concretizzare l´ideale per il quale si riuniscono e lavorano. Potremo definire questa proposta come un´educazione alla legalità e alla cittadinanza e pertanto deve entrare a far parte del piano dell´offerta formativa (POF) in maniera trasversale a tutte le discipline, sostenendo i linguaggi analogici, sicuramente i più idonei per lavorare con i ragazzi in modo olistico. Le scuole ed i soggetti del Terzo settore coinvolti hanno, in maniera originale e creativa, promosso attività inerenti alla tematica per coinvolgere ragazzi/e, insegnanti, genitori, soci, mass media. Per tali attività abbiamo in prevalenza usato: teatro, foto, video, disegno, musica. Il lavoro proposto è stato raccolto e messo in rete, così come le metodologie poste in atto con i ragazzi/e, insegnanti, genitori, soci di associazioni aderenti. L´attività è in corso presso 26 scuole e nelle sedi di 8 soggetti del Terzo settore e complessivamente coinvolge 1.139 giovani, 87 tra insegnanti e operatori socio-educativi. Ogni anno, a lavoro concluso, in uno spazio adeguato, si realizza da parte dei giovani l´evento di restituzione del percorso educativo in una giornata intensiva, in cui scuole, Terzo settore, territorio e amministrazioni locali si confrontano sulla tematica affrontata dopo che per un dodici mesi sono stati coinvolti attivamente nelle varie performance, esibizioni, dibattiti, etc... Questo metodo di lavoro è attualmente condiviso da dieci nazioni di cui sette facenti parte della Comunità Europea (Irlanda, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna e Svezia) e tre extra (Giordania, ex Repubblica Jugoslavia di Macedonia, India). Il coinvolgimento di altri paesi della Comunità Europea e non solo, appare molto importante poiché la nostra società, sempre più multietnica e interculturale, necessità di un osservatorio culturale permanente, di scambi di esperienze e collaborazioni. Tutto ciò finalizzato a crescere insieme per aiutare a crescere. Questo convincimento scaturisce dalla necessità di poter avere un impatto sulle terrificanti statistiche che riguardano lo sfruttamento del lavoro minorile. Dobbiamo tutti pensare in grande e, al di sopra di ogni cosa, dobbiamo cercare il totale coinvolgimento, soprattutto dei giovani. Per troppo tempo, purtroppo, i giovani non sono stati presi nella dovuta considerazione come elemento di apertura nelle iniziative internazionali per l´eliminazione del lavoro minorile. E´ giunto il momento di concentrare su di loro i nostri sforzi. Per sradicare il lavoro minorile non bisogna agire solo in quei paesi in cui questa pratica e predominante. E´ altrettanto importante lottare anche in quei paesi dove si pensa che il lavoro minorile non esista - come in Italia, perché in realtà se eclissiamo lo sguardo su realtà sgradevoli e dolorose che ci circondano, ci sottrarremo alle nostre responsabilità e condanneremo, in modo consapevole, un numero impressionante di bambini a un futuro d povertà, miseria e duro lavoro. O peggio ancora, se non apriremo gli occhi ai nostri figli, affinché siano in grado di capire cosa accade nel mondo, li avremo condannati a una vita di ignoranza e indifferenza. E questo non è onesto e non è giusto. Perciò una della caratteristiche fondamentali del progetto è di essere omnicomprensivo, di coinvolgere dunque quanti più attori possibili nella più ampia comunità. In particolare preme ricordare alle scuole che la proposta, pur se da inserire nel Piano dell´Offerta Formativa, non costituisce una materia d´insegnamento che va ad aggiungersi alle altre, bensì un impegno sociale i cui valori sono stati qui ampiamente illustrati.
Al progetto 2010-2011 hanno aderito tutte le classi della scuola primaria "Danilo Dolci" di Cenaia e la classe terza B della scuola secondaria di Crespina. Quest´ultima ha dato anche la disponibilità a partecipare all´iniziativa "La nave della legalità", che si svolgerà a Palermo nei giorni 22, 23, 24 maggio 2011. Video prodotto nell´a.s. 2009/2010: www.scream.pisa.it:8080/video-a-s-2009-2010/migranti/