20 Aprile 2018
[]
Istituto Capofila Rete Nazionale
"SENZA ZAINO" - per una scuola comunità

www.iscomar.gov.it

Il ruolo della Storia nel documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari.

12-04-2018 15:16 - Scuola Secondaria di Crespina
L´insegnamento della Storia in una prospettiva di continuo dialogo tra presente e passato.

Di Serena Campani

Il 22 Febbraio è uscito il nuovo documento ministeriale Indicazioni nazionali e nuovi scenari che sostanzialmente riprende le indicazioni del 2012, ponendo però l´accento su alcuni aspetti. Vediamo cosa si prevede per la Storia.

L´insegnamento e l´apprendimento della storia, secondo il testo delle Indicazioni 2012,
"contribuiscono all´educazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva. I docenti si impegnano
a far scoprire agli alunni il nesso tra le tracce e le conoscenze del passato, a far usare con metodo le fonti
archeologiche, museali, iconiche, archivistiche, a far apprezzare il loro valore di beni culturali. In tal
modo l´educazione al patrimonio culturale fornisce un contributo fondamentale alla cittadinanza attiva. In
particolare, gli insegnanti metteranno in evidenza i rapporti tra istituzioni e società, le differenze di genere
e di generazioni, le forme statuali, le istituzioni democratiche."
Lo studio della storia, attraverso "quadri di civiltà", permette di indagare come l´umanità, nel
tempo e nello spazio, ha affrontato e risolto i problemi di convivenza, di organizzazione sociale, di
approvvigionamento delle risorse, di difesa; come in funzione di tali soluzioni ha sviluppato la
cultura, l´economia, la tecnologia, le arti e la letteratura. Attraverso l´analisi delle "strutture"
politiche, economiche, sociali, culturali, tecnologiche, permette di rilevarne le costanti e le
differenze nel tempo e nello spazio, di apprezzarne le evoluzioni, di comprendere meglio il
presente e di pianificare le scelte future alla luce degli avvenimenti del passato.
Senza forzare l´insegnamento della storia verso una impropria utilizzazione strumentale, non
c´è dubbio che tale disciplina offra uno specifico contributo alla formazione di una cittadinanza
nazionale, europea e mondiale. Per quanto riguarda la dimensione nazionale si presta in modo
privilegiato ad educare alla memoria, con una attenzione tutta particolare alle vicende del
Novecento, comprese le pagine più difficili della nostra storia nazionale. Particolarmente
significativo risulta il ricordo delle lotte di liberazione e del successivo momento di concordia
nazionale che ha consentito di elaborare e poi di consolidare la nostra Costituzione.
Le Indicazioni 2012 propongono però all´insegnamento della storia un orizzonte molto più
ampio di quello nazionale, in una prospettiva di continuo dialogo tra presente e passato (...) "In particolare la conoscenza dei diversi e profondi legami, dei conflitti e degli scambi
che si sono svolti nel tempo fra le genti del Mediterraneo e le popolazioni di altre regioni del
mondo, rende comprensibili questioni che, altrimenti, sarebbero interamente schiacciate nella
dimensione del presente. I due poli temporali, del presente e del passato, devono avere
entrambi il giusto peso nel curricolo ed è opportuno che si richiamino continuamente. È
tuttavia evidente che proprio l´attenzione alle vicende complesse del presente chiamino in causa
le conoscenze di storia generale, articolate nell´arco del primo ciclo, sulla base della loro
significatività ai fini di una prima comprensione del mondo."
Tra gli effetti della globalizzazione vi è, nella sua problematicità, una interazione stretta e
continua tra persone e popoli di diverse radici, storie, culture. Un punto di vista solo nazionale o
anche eurocentrico non è adeguato a leggere la complessità della società planetaria del XXI
secolo, come ben ricordano le Linee Guida per l´Educazione globale, del Consiglio d´Europa
(2008), o come sottolinea il documento Educazione alla cittadinanza globale. Temi e obiettivi di
apprendimento, dell´UNESCO (2012)3
- prodotto all´interno del progetto GEFI (Global Education
First Initiative) - così introdotto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon:
"L´educazione può farci comprendere in profondità che siamo tutti legati in quanto cittadini di
una comunità mondiale e che le sfide che dobbiamo affrontare sono interconnesse."

UN ESEMPIO PRATICO DI ATTIVITA´:

In questi giorni, rispondendo ad una sollecitazione del Miur che ha indetto un concorso sul tema Senza Memoria non c´è Futuro, ho proposto ai miei studenti di terza media un laboratorio di Storia ed Educazione alla Cittadinanza, che partendo dallo studio delle leggi razziali del 1938 ha affrontato a tutto tondo il tema dell´antirazzismo.

Nelle nostre riflessioni, la Memoria è stata intesa come uno strumento per garantire un futuro di pace per le giovani generazioni.

Progettazione UDA
Senza Memoria non c´è futuro
Laboratorio di Storia&Educazione alla Cittadinanza.

Docente: Serena Campani Classe: III B

Materiale: dossier appositamente creato dall´insegnante con
1. Approfondimento sulle leggi razziali del 1938
2. Il manifesto della razza
3. Il manifesto degli scienziati antirazzisti
4. Art. 3 Costituzione.

Metodologie:
cooperative learning
peer to peer
apprendimento differenziato

Lavoro a gruppi: 4 gruppi di sei alunni

Prodotti finali: (con valutazione del processo e del prodotto)
Creazione di un manifesto sull´Antirazzismo. (gruppo)
Esposizione orale sui contenuti del dossier e del manifesto (individuale)
Tema (individuale)

Menu´ di lavoro
azioni /Tempi/ materiali modalità
I fase 1. Leggere
in gruppo i
materiali del
dossier.
2. Discutere
quali argomenti
estrapolare per
creare il
manifesto
1 ora dossier gruppo
II fase 1. Realizzare il
progetto per il
manifesto
(messaggio,
immagini, frasi,
materiali vari
che servono)
1 ora Dossier
fogli, matite
gruppo
III fase Realizzare
concretamente
il manifesto
2 ore Cartoncini,
colori, computer
gruppo
IV fase Condivisione dei
lavori ed
esposizione
orale
2 ore Manifesti
creati
individuale
V fase Tema in classe 2/3 ore Foglio
protocollo.,
penne
individuale

Competenze in gioco:
Competenze dell´asse linguistico:
1. leggere e comprendere un testo
2. produrre un testo misto di parole e immagini
3. esporre oralmente contenuti e riflessioni
4. produrre un testo scritto

Competenze europee di cittadinanza.




Fonte: Serena Campani

Realizzazione siti web www.sitoper.it
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata