20 Aprile 2018
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I PERICOLI DELLA RETE. Report dell´incontro con la Polizia Postale del 15 Febbraio.

21-02-2018 23:35 - Scuola Secondaria di Crespina
Giovedì 15 febbraio 2018 si è tenuto a Crespina l´incontro della Polizia Postale con i genitori sui "Pericoli della Rete". Una cosa è certa, la realtà dei pericoli sull´utilizzo inconsapevole della rete da parte dei ragazzi e anche dei genitori superano di gran lunga la nostra immaginazione.
Gli smartphone, i social network in sé non sono né buoni né cattivi, sono però strumenti potentissimi nel bene e, purtroppo, anche nel male. Immaginate un amplificatore grande quando il mondo che può amplificare tutto quello che facciamo e subiamo sui social.
Una cosa deve essere chiara a tutti gli utenti: i social non servono per mantenere dei segreti! Una volta pubblicato qualcosa non si torna indietro, tutto può rimanere in giro per la rete e diventare incancellabile e anche quando abbiamo la possibilità di cancellare il messaggio chiunque può aver fatto uno screenshot (una foto della schermata)!
Non cadete nell´errore "non pensavo potesse capitare a noi", quello che a un ragazzo può sembrare uno scherzo in realtà può essere un reato che scatena un inferno per tutta la famiglia.
A chi sono intestate le schede telefoniche? A un genitore perché bisogna essere maggiorenni per possederne una. Questo implica che se dovesse succedere qualcosa, viene cercato il proprietario della scheda.
Se ad esempio un ragazzo accede con le credenziali di un suo amico, compie un reato come la violazione di domicilio ovvero un accesso abusivo.
Attenzione alle video-chat perché quello che sembra un coetaneo dall´altra parte in realtà può essere chiunque. Quindi è possibile cambiare e inviare un video di una persona diversa. Questo stratagemma lo usa anche la polizia per scovare i predatori.
Le problematiche sono molte, il 70% delle pratiche in polizia riguardano i minori che utilizzano male la rete e non i predatori davvero pericolosi.
Il solo possesso di un´immagine pedopornografica (basta una foto in intimo di un minore) può portare fino a 3 anni di reclusione.
Quando scriviamo su Whatsapp, ricordiamoci sempre di essere collegati al grande amplificatore e facciamo attenzione agli insulti, per la Corte di Cassazione non serve fare il nome della persona, la critica è ammissibile ma la diffamazione sui social è punibile esattamente come la diffamazione a mezzo stampa.
L´agente ha raccontato una miriade di casi incredibili che sono realmente accaduti e con conseguenze molto pesanti sia per i minori che per gli adulti, ad esempio una lunga serie di suicidi a causa di bullismo sui social.
Invita a fare rete e risolvere i problemi nella scuola. La polizia non è un organo di rieducazione, tocca a voi genitori sorvegliare i ragazzi, ascoltare quello che hanno da dire gli insegnanti e collaborare con la scuola. Quando arriva la polizia a casa... purtroppo è troppo tardi!
Consiglio ai genitori: la notte il telefono si spegne e si tiene lontano dalla portata dei ragazzi e mai lasciarli da soli in rete! Inoltre bisognerebbe spegnere il wifi quando non serve, ad esempio durante la notte.


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